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Pubblicazioni

Le monografie pubblicate all'interno della collana.

  • Giovanni Matteucci con contributi di Stefano Marino e Gioia Laura Iannilli | Estetica della moda | Bruno Mondadori 2017 Clicca per ingrandire
    Giovanni Matteucci con contributi di Stefano Marino e Gioia Laura Iannilli | Estetica della moda | Bruno Mondadori 2017 Fenomeno tra i più rilevanti dell’età moderna, la moda è stata spesso criticata per il suo carattere frivolo e, per questo motivo, lasciata ai margini del dibattito intellettuale. A partire dagli anni Ottanta del secolo scorso essa è però diventata oggetto di teorie e analisi che hanno dato origine a un particolare campo di ricerca (i fashion studies) con il rapido proliferare di indagini di taglio sociologico, psicologico, antropologico, semiotico ecc. Restano rari, tuttavia, gli interventi filosofici, mentre sono quasi del tutto assenti quelli riconducibili all'Estetica, un sapere che sta vivendo un'importante trasformazione a fronte dell'attuale assetto culturale e sociale. Scopo di questo volume è di compiere un primo passo nella direzione del superamento di questa lacuna, contribuendo a precisare i compiti della riflessione estetica contemporanea nel suo complesso. Si intende così offrire a coloro che studiano la moda un orientamento generale sui vari elementi che connotano tale fenomeno in rapporto al suo aspetto forse di maggiore impatto: la "pratica della bellezza”.
  • Cristina Colet | La signora di Shanghai. Le icone di stile nella moda e nel cinema cinese | Bruno Mondadori 2017 Clicca per ingrandire
    Cristina Colet | La signora di Shanghai. Le icone di stile nella moda e nel cinema cinese | Bruno Mondadori 2017 Agli inizi degli anni Venti anche in Cina esisteva una vera e propria industria del cinema, con tanto di fenomeni divistici e casi mediatici di cui si parla ancora oggi a distanza di molti anni. Una Hollywood cinese in cui sono soprattutto le attrici a farsi notare e a imporsi, dapprima con ruoli decorativi per poi affermarsi come dive indiscusse che dettavano mode e stili e seducevano le giovani generazioni che aspiravano a liberarsi dalla povertà che dilagava nel paese. Successivamente, da femme fatale e it girl le attrici cominciano a essere impiegate per la causa nazionale proponendo ruoli che incarnano i valori tradizionali, riportando il paese alla stabilità perduta dopo l’ingresso dell’Occidente in Cina. I modelli imposti dal cinema maoista divennero soldatesse e donne valorose che, dimessi gli abiti con lustrini e indossate le divise, erano pronte a incarnare le eroine votate alla causa del popolo e della nazione. Ma oggi chi sono i personaggi che popolano il cinema contemporaneo cinese e che valori incarnano? Il presente volume vuole raccontare le icone di stile del cinema cinese contemporaneo (Meggie Cheung, Zhang Ziyi, Shu Qi, Zhou Xun, Gong Li, Carina Lau) provando a mettere in evidenza le influenze sia a partire dal cinema cinese degli anni trenta sia nel suo ideale proseguimento nel cinema Hongkongese degli anni Cinquanta-Sessanta con il genere melodrammatico e la commedia.
  •  Daniela Baroncini | Scrittrici e giornaliste di moda | Bruno Mondadori 2017 Clicca per ingrandire
    Daniela Baroncini | Scrittrici e giornaliste di moda | Bruno Mondadori 2017 La collana “Culture, moda e società” si arricchisce del nuovo volume di Daniela Baroncini, incentrato sul rapporto, finora poco esplorato, tra scrittura letteraria e giornalismo di moda al femminile. Attraverso una scelta di penne significative tra Otto e Novecento, da Matilde Serao a Camilla Cederna, il libro fa emergere scrittrici di qualità, spesso dimenticate o non valorizzate in maniera adeguata, capaci di interpretare i fenomeni della modernità attraverso il racconto tutt’altro che frivolo di mode, costumi e stili di vita. In un orizzonte prevalentemente italiano, che non tralascia esempi stranieri, si scoprono le principali artefici di pagine suggestive in cui l’apparente leggerezza della moda si intreccia con temi fondamentali quali il rapporto tra uomo e donna, la questione dei generi e l’emancipazione, a illuminare l’evoluzione della femminilità da una prospettiva inedita.
  • Luca Marchetti e Simona Segre Reinach | Exhibit! Clicca per ingrandire
    Luca Marchetti e Simona Segre Reinach | Exhibit! Exhibit! esplora lo sfaccettato panorama della mostra di moda da diversi punti di vista − socioculturale, storico, estetico − con particolare attenzione alle contaminazioni tra arte e mercato. La prima parte del libro è dedicata alla storia, alla teoria, ai diversi approcci al curating di moda e alle sue recenti trasformazioni nei principali paesi in cui questa pratica si è sviluppata: Europa, con un focus sul caso italiano, Stati Uniti e Asia. La seconda parte del libro propone alcune ipotesi di ricerca sulle relazioni tra lo spazio della mostra e lo spazio della marca, dal negozio, ai cosiddetti “fashion hotel”, fino alle fondazioni d’arte a nome dei grandi marchi del lusso. Nel tracciare un’inedita prospettiva sul consumo culturale, il volume offre al lettore una visione originale della cura della mostra con l’intento di problematizzare sia lo statuto della moda sia quello della marca nel contesto contemporaneo. >> Luca Marchetti, semiotico di formazione e specializzato sulla moda, è professore a contratto per chiara fama all’Università di Bologna, visiting professor e ricercatore alla HEAD di Ginevra e senior lecturer all'IFM di Parigi, dove lavora anche come curatore e consulente per aziende internazionali. Oltre alle collaborazioni per riviste come Vogue e Domus, è autore di pubblicazioni come Fashion Curating / La Mode Exposée (HEAD – Ginevra, 2016) e Simplifier (con E. Quinz, it:éditions, 201 7). Tra i suoi progetti curatoriali: Object of Ordinary Madness (Kühlraum Gallery, Vienna, 2014), Foulards (Biennale Internationale de St. Étienne, 201 3), Basic Instincts (con E. Quinz, Berlino, 2011; Shanghai, 2012) e Dysfashional (con E. Quinz, Lussemburgo, 2007; Losanna, 2008; Berlino, 2009; Parigi e Mosca 2010; Jakarta, 2011). >> Simona Segre Reinach, antropologa culturale, è professore associato presso l'Università di Bologna. Il suo ambito di ricerca riguarda la globalizzazione e la rappresentazione della moda. Tra le sue pubblicazioni principali si segnalano: Orientalismi (Meltemi 2006), La moda. Un'introduzione (Laterza 2010), Un mondo di mode (Laterza 2011). Fa parte del comitato scientifico di riviste di moda internazionali, quali Fashion Theory, International Journal of Fashion Studies, Critical Studies on Fashion and Beauty. Ha curato progetti allestitivi e mostre, tra cui 80s-90s Facing Beauties. Italian Fashion and Japanese fashion at a Glance (Rimini Museo della città 2013, curatela) e Jungle. L’immaginario animale nella moda (Torino, Venaria Reale 2017, direzione scientifica e co-curatela).
  • Daniela Calanca. Moda e immaginari sociali in età contemporanea, Bruno Mondadori 2016. Clicca per ingrandire
    Daniela Calanca. Moda e immaginari sociali in età contemporanea, Bruno Mondadori 2016. Il volume ripercorre la nascita e lo sviluppo della moda italiana tra l'Unità e il fascismo, indagandone i modelli, le istituzioni, la capacità di diffondere i miti di una nazione. Un’interpretazione originale, basata su documenti inediti e accompagnata da numerose immagini, che legge per la prima volta le vicende della moda nel nostro paese all’interno delle reti internazionali della politica, dell’economia, della cultura, della società. >> Daniela Calanca insegna Storia contemporanea e Storia della società contemporanea all’ Università di Bologna. Tra le sue pubblicazioni, Storia sociale della moda (Bruno Mondadori, 2002) e Bianco e Nero. L’Istituto Nazionale Luce e l’immaginario del fascismo, 1924-1940 (Bononia University Press, 2016).
  • Lucio Spaziante, ICONE POP. Identità e apparenze tra semiotica e musica, Bruno Mondadori, 2016
    Lucio Spaziante, ICONE POP. Identità e apparenze tra semiotica e musica, Bruno Mondadori, 2016 Che cosa sono le icone pop? Perché definiscono modelli e propongono idoli? Sono personaggi che occupano uno spazio significativo nella nostra vita, ma raramente ci chiediamo che cosa rappresentino davvero. Il libro adotta una metodologia semiotica senza però adoperare un linguaggio tecnico e analizza le strategie visive che hanno definito l’identità di star musicali come Jovanotti, Daft Punk, Elvis Presley, Bob Dylan, Mina, nei continui rimandi tra musica, moda e media e attraverso la mediazione dell’immagine. Si tratta di figure che hanno costruito la loro identità attraverso interviste, copertine di dischi, videoclip, abiti, stili e comportamenti, in una dimensione sociale performativa. Essere icone pop vuol dire acquisire uno statuto di celebrità, partecipare al dibattito pubblico, incarnare personaggi narrativi e indossare maschere, produrre un complesso gioco di rimandi tra identità ed apparenze. La logica che muove le icone pop musicali può insegnarci molto sui meccanismi sottesi al nostro vivere sociale. >> Lucio Spaziante è ricercatore in Semiotica presso l’Università di Bologna, dove insegna Analisi delle culture pop e mediali e Pop Culture Theory (Campus di Rimini). Ha lavorato presso università italiane e straniere e ha pubblicato saggi nel campo dei media, del linguaggio audiovisivo, della musica pop. È autore di Sociosemiotica del pop (Carocci, 2007), Dai beat alla generazione dell'ipod: le culture musicali giovanili (Carocci, 201 0) e con Isabella Pezzini ha curato Corpi mediali. Semiotica e contemporaneità (ETS, 201 4). È stato vice presidente dell’AISS (Associazione Italiana di Studi Semiotici).
  • Roy Menarini, Il corpo nel cinema. Storie, simboli e immaginari, Bruno Mondadori, 2015 Clicca per ingrandire
    Roy Menarini, Il corpo nel cinema. Storie, simboli e immaginari, Bruno Mondadori, 2015 Il corpo nel cinema offre un atlante in forma scritta delle possibilità di espressione che la settima arte ha offerto alla nostra esteriorità. Il corpo, in questi volume, viene interpretato come luogo di elaborazione e di espressione del sé e di influenza tra differenti stili di vita, e come campo di studi privilegiato per una estetica del film che tenga conto del modo in cui viviamo l’audiovisivo (attraverso gli occhi e le orecchie, per cominciare). Il linguaggio cinematografico – per sua stessa natura – scompone e ricompone il corpo attraverso la scala dei piani dell’inquadratura, e nella sua storia ha raccontato l’umano in tutte le sue potenzialità. Dalle metamorfosi della fantascienza ai traumi dell’horror, dalle catastrofi ridicole del comico alle malattie del melodramma, dalle passioni fisiche del genere erotico al realismo del cinema documentario, il corpo umano è in fondo il diario scritto della storia del cinema. >> Roy Menarini insegna Cinema e Industria Culturale presso la sede di Rimini dell’Università di Bologna. Dirige la rivista Cinergie – Il cinema e le altre arti. Studia le trasformazioni della cultura cinematografica. Ha pubblicato numerosi volumi dedicati alla storia del cinema italiano e al cinema contemporaneo. Ha scritto di recente Il cinema dopo il cinema (2 voll., Le Mani) e curato Cinema senza fine (Mimesis). Collabora a varie testate, da Bianco e Nero a Segnocinema.
  • Gianluca Lo Vetro, Fellini e la moda. Percorsi di stile da Casanova a Lady Gaga, Bruno Mondadori, 2015 Clicca per ingrandire
    Gianluca Lo Vetro, Fellini e la moda. Percorsi di stile da Casanova a Lady Gaga, Bruno Mondadori, 2015 Fellini e la moda, la moda e Fellini: rapporti inesplorati. Da un lato il volto inedito di un regista che, seppur attento alle mode, non le ha mai seguite ma inventate, anticipando svariati fenomeni di costume e stili di vita. Dall’altro i protagonisti del fashion system che, con i loro mondi e le loro idee, hanno messo in luce profonde affinità con l’immaginario di Fellini o, per contrasto, ne hanno preso le distanze. Dal guardaroba del regista alla curatela di un numero speciale di “Vogue France”, attraverso il “realismo creaturale” delle modelle anti-modelle, scelte dal maestro. Le suggestioni cui hanno attinto Dolce e Gabbana, Etro, Moschino e Jean Paul Gaultier, fino a Francesco Scognamiglio con la sua felliniana interpretazione di Lady Gaga. L’eccezionale rapporto con “le sorelline” Fendi e le sperimentazioni video di Prada. Un percorso ricco e affascinante attraverso i territori molteplici della creatività, per disegnare un ritratto inedito del grande regista riminese. In otto capitoli e mezzo. Senza finale. >> Gianluca Lo Vetro, giornalista di costume e critico di moda,nel 1987 ha iniziato a scrivere per “l’Unità”, collaborando lungamente con “L’Europeo”, “GQ” e “Donna Moderna”. Dal 2010 al 2013 è stato direttore di “Book Moda”. Attualmente è contributor de “La Stampa”. Dal 2004 insegna Attualità della Moda al corso di Laurea Magistrale in Moda (Campus di Rimini) dell’Università di Bologna. Ha pubblicato numerosi saggi di costume. Cura il blog www.televetriolo.com, che contiene anche Felliniario: Modyricon dalla A alla Z.